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The Pottery Show 2020

The Pottery Show 2020

“In mostra opere di 20 artisti ceramisti sul tema “Giardino”. Vediamo ceramiche contemporanee e uniche interamente fatte a mano per completare l’arredamento d’interni e esterni, come piatti, tazze, vasi, cesti, brocche e scultura da giardino.
Ideatrici ed organizzatrici dell’evento: Karin Lindström e Lethicia Meeuwes
I ceramisti, tutti presenti all’evento pronti ad accogliervi e di guidarvi, sono di vari nazionalità di origine ma tutti attivi nella regione Lazio, maggior parte zona Castelli Romani.
La location e’ il splendido Vecchio Podere, a Grottaferrata, e la mostra si svolge sia all’esterno nel delizioso parco che all’interno del casale con totale circa 500 metri quadri di superficie espositiva. Tutto questo spazio permette tranquillamente il distanziamento sociale. La mascherina e’ obbligatoria all’interno della location. Durante i tre giorni di mostra ci saranno piccoli laboratori/dimostrazioni nel giardino e alcuni appuntamenti come la presentazione del libro “Cento Teiere” di Karin Lindström, performance di danza contemporanea e un appuntamento con maestro ceramista e storico Pino Pulitani sulle storia della ceramica dei castelli romani e sulle argille scavate nel territorio. Per il programma completo vi invitiamo a consultare il sito Fb di The Pottery Show. 
Un benvenuto a tutti, grandi come piccoli, l’ingresso e’ gratuito!
25,26 e 27 Settembre orario continuato 10.00-20.00”

forse troppe parole per spiegare che le parole non servono

forse troppe parole per spiegare che le parole non servono

“Se si potesse esprimerlo a parole non ci sarebbe motivo di dipingerlo” Edward Hopper

Le parole e il linguaggio mi hanno sempre affascinata, le etimologie, i sistemi diversi di scrittura, il rapporto che hanno con la realtà.

Per molti anni ho sognato di diventare scrittrice, mi piaceva leggere e sentivo un fortissimo bisogno di trovare un modo per esprimermi: ho scritto diversi racconti in quel periodo della mia vita, traducendo, o cercando di tradurre, immagini in parole rigorosamente tracciate con penne blu della Steadtler così che diventassero più “fisiche” nell’onda continua e nel solco su carta che lasciavano.

Anche oggi preferisco scrivere a mano, dare una forma tutta mia ai concetti, ci sono parole che scivolano e parole che quasi bucano il foglio, parole appuntite e parole tonde, alte o che si appiattiscono sulle righe.

Ho cercato di fare mie le parole, ma ne percepisco sempre un limite, che forse è lo stesso limite di chi deve esprimersi in una lingua che conosce bene ma rimane straniera, perché la mia madrelingua è fatta da immagini che scorrendo danno luogo ai pensieri.

Per questo motivo (e anche per quello di cui parlo qui) non spiego i miei lavori, né attribuisco loro un titolo, mi piace pensare che se hanno qualcosa da dire riescano a farlo da soli

tecnica a colombino

tecnica a colombino

Il colombino è una tecnica di lavorazione della ceramica che consiste nel creare una struttura sovrapponendo dei “vermicelli” di argilla, che possono poi essere lasciati a vista oppure, come in questo caso, lisciati. Questo è il lavoro a colombino più grande che abbia mai fatto.

La struttura, come si vede dalla foto, è ancora in progress, andrà tutto levigato e poi lavorato ad altorilievo.. diventerà un lavabo da esterno.
Rispetto alla lavorazione a lastra è sicuramente più lunga, ma mi ha permesso di creare una forma più “morbida” che si adatta molto meglio all’altorilievo che realizzerò.
Misure 40x30x25

E’ una delle tecniche di lavorazione più antiche, con la quale, già prima del tornio, venivano forgiati diversi oggetti d’uso, soprattutto per la conservazione degli alimenti.

Per molto tempo mi sono chiesta l’origine del nome di questa tecnica, pare che derivi dalle civiltà precolombiane, presso le quali ancora veniva utilizzata molto all’arrivo degli europei.

Diario della quarantena

Diario della quarantena

Oggi è l’11 aprile 2020 e, come tutti, mi trovo a casa a causa della pandemia. Non esco da 31 giorni, ma sono tra le persone fortunate perché ho un bel giardino, sono in buona compagnia, non mi manca nulla e ho con me molta argilla e tutto l’occorrente per trascorrere qualche ora del giorno facendo ciò che amo fare.

I primi giorni sono stati più duri paradossalmente, stava accadendo qualcosa di assurdo proprio a pochi mesi dall’apertura del Cantiere delle Arti e mi sentivo frustrata, apatica e anche in colpa per l’apatia. Piano piano ho ripreso il controllo della situazione per fortuna e alcune cose belle sono nate anche in questo periodo..  il canale YouTube degli artisti e artigiani di Castel Gandolfo, l’iniziativa Adotta una bottega e qualche lavoro ispirato alla primavera.

Ho anche approfittato per leggere un libro che volevo leggere da molto tempo, molto interessante e ricco di spunti.


Cerco di tenermi occupata come tutti quelli che non hanno guai più seri che il problema di sconfiggere la noia e già questa pare una grande fortuna.