forse troppe parole per spiegare che le parole non servono

“Se si potesse esprimerlo a parole non ci sarebbe motivo di dipingerlo” Edward Hopper

Le parole e il linguaggio mi hanno sempre affascinata, le etimologie, i sistemi diversi di scrittura, il rapporto che hanno con la realtà.

Per molti anni ho sognato di diventare scrittrice, mi piaceva leggere e sentivo un fortissimo bisogno di trovare un modo per esprimermi: ho scritto diversi racconti in quel periodo della mia vita, traducendo, o cercando di tradurre, immagini in parole rigorosamente tracciate con penne blu della Steadtler così che diventassero più “fisiche” nell’onda continua e nel solco su carta che lasciavano.

Anche oggi preferisco scrivere a mano, dare una forma tutta mia ai concetti, ci sono parole che scivolano e parole che quasi bucano il foglio, parole appuntite e parole tonde, alte o che si appiattiscono sulle righe.

Ho cercato di fare mie le parole, ma ne percepisco sempre un limite, che forse è lo stesso limite di chi deve esprimersi in una lingua che conosce bene ma rimane straniera, perché la mia madrelingua è fatta da immagini che scorrendo danno luogo ai pensieri.

Per questo motivo (e anche per quello di cui parlo qui) non spiego i miei lavori, né attribuisco loro un titolo, mi piace pensare che se hanno qualcosa da dire riescano a farlo da soli

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